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FAB STORIES - EP.2

13 feb 2017

Quando un imprenditore pratese e un illustratore calabrese si incontrano, la scintilla creativa è dietro l’angolo. Accade qualche mese fa: Francesco Scatizzi porta Ray Oranges al FAB e tra lui e quei “1700 mq di eco” scatta qualcosa.

Quelle grandi stanze vuote sono spazi concettuali da riempire con uno stile inconfondibile; solo Ray Oranges può essere l’art director di un progetto così.

La sua missione? Tradurre una realtà ricca e innovativa come FAB in immagine. Una bella sfida. Ma alle sfide Ray è abituato. La svolta che lo porta al successo avviene nel 2013, quando si trova a Copenhagen e “spamma” le più grandi agenzie di New York, Londra e San Francisco. La sua strategia è di puntare in alto: “se punti in alto e nessuno ti risponde non resti deluso perché una non risposta è quello che ti aspetti”.

Ciò che invece non si aspetta, è di ricevere una mail dalla DDB di New York. Ha vinto una gara tra illustratori per la campagna pubblicitaria per la New York Lottery, e nel giro di due mesi le sue illustrazioni sono ben in vista in ogni angolo della Grande Mela. Oggi è parte della scuderia MACHAS e nel portfolio vanta lavori per Coca Cola, Generali Group, Wallpaper*, Il Sole 24 ore e tanti altri nomi italiani e internazionali.

Le sue illustrazioni sono forme geometriche luminose e astratte. “L’arte astratta può sembrare un caos: complessa ed enigmatica, può avere mille significati, per questo a volte è difficile da capire. Le opere astratte necessitano un’azione da parte di chi le guarda per essere comprese.

Chi le guarda le deve accettare: solo così il caos si trasforma in qualcosa di semplice.”
Ray guida l’osservatore in questo processo, va dritto al cuore del soggetto e mira all’essenziale.

Quel Ray Oranges che ama le sfide decide di applicare la filosofia del suo stile anche per il mondo FAB e così nascono l’immagine del progetto e le icone delle 4 aree: linee scomposte che si ordinano solo quando le guardiamo… proprio come il caos di Ray, che “si allinea solo se si accetta di capire.”